La corrente (lo stesso vale per la tensione) può essere continua (\(\mathrm{DC}\)) o alternata (\(\mathrm{AC}\)). Si parla più in generale di regime continuo e regime alternato

Regime continuo \(\mathrm{DC} \)

Sostanzialmente la corrente (tensione) continua è quella che si preleva dalle pile. Tutta l'elettronica miniaturizzata, a basso voltaggio opera in regime continuo, chissa quante volte avete visto scritto \( \mathrm{DC}\) o \( \mathrm{CC}\). Queste sigle, che incontreremo spesso fanno riferimento al regime continuo. Ma qual è il significato?

Possiamo sintetizzare il tutto dicendo che una corrente (o tensione, è lo stesso) è continua quando gli elettroni scorrono in un sol verso dal polo negativo al polo positivo è la curva matematica che rappresenta la corrente in funzione del tempo è una costante \( I(t) = K \). Quando la pila si scarica il flusso termina.

Trasformata di Laplace


Regime alternato \(\mathrm{AC} \)

Il regime alternato si impiega in contesti industriali, e casalinghi ad alto voltaggio. Ad esempio la tensione di casa a \( 220/230 V\) è alternata. Questo significa, come ci suggerisce il nome) che il flusso si alterna ed i poli si invertono; infatti la corrente di casa non si scarica, ci sono dei generatori nelle centrali che creano costantemente (ad una certa frequenza) lo squilibrio. La curva matematica che descrive una corrente (tensione) alternata varia nel tempo ed è una sinusoide \( i(t) = Asin(\omega t + \phi) \).

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